giovedì 9 settembre 2010

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Mattinata un po' così. Così come? Un po' scazzata, ecco come. 
Ho stirato un paio di t-shirt nere, quelle che uso per il lavoro, e una canottierina che non indosserò sino al prossimo giugno. Ho stirato senza vapore, ho stirato per cinque minuti.Era tutto anomalo, fuori dal mio rituale usuale.

E venti minuti prima la colazione: un tentativo di caffelatte andato a vuoto. Acceso il caffè, spento il gas quando il caffè veniva su, versato il caffè nel latte freddo, preso lo stupido giornale sulle novità degli autobus a Verona, dato involontariamente una gomitata al caffelatte nel tentativo di togliere il cellofan dalla rivista e infine rovesciato ogni cosa e macchiato la tovaglia. Antonia, la signora che ci fa le pulizie, mi guardava senza dire una parola. Questo mi ha irritata parecchio. Avrei preferito un'esclamazione ironica barra sarcastica, per molti è la stessa cosa. Ho preso una spugnetta e ripulito il mio piccolo disastro. Considerazioni finali: una tovaglia da lavare e la colazione da ripreparare.
Mentre stiravo ho guardato una puntata di Dr. House, 3^ stagione, episodio 7, per chi fosse curioso come una scimmia.

Stamattina profondo simpatia da tutti i pori, eh? La mia innata antipatia, che talvolta si riversa anche nello scrivere, non ha una ragione. Nasce dalla mia irritazione verso le quotidiane cose della vita, quelle cose che la rendono noiosa, sempre uguale a sè stessa. Andare a lavorare alle 16 o alle 17... che differenza fa? Si va comunque a lavorare, non ci si prende una pausa, non si fa niente di originale. E lo stesso per l'andare in vacanza a giugno o a luglio, o a Sharm El Sheikh piuttosto che a Jesolo Lido o spersi fra le Alpi. Non cambia un cazzo, no?
Non è un ragionamento stupido o inutile. Sto solo facendo una perifrasi per dire quanto sia doveroso apportare dei cambiamenti alla propria vita. Renderla nauseante perchè fuori dall'abituale, di tanto in tanto. Fare una vacanza a cavallo, andare una settimana tra le clarisse di Assisi solo per vedere se quel Dio lassù si ricorda di noi, riprendere a leggere il Breviario di preghiera dopo mesi di non-lettura e farlo solo per leggere Nona, solo per leggere le stesse parole, sempre calde e sempre nuove.

Scrivere una poesia dopo tanto solo per vedere che effetto ci fa. E metterci alla prova cercando di tralasciare le assonanze.

No, no, no, no, niente sproloqui prolissi sul senso della vita, please. No, davvero. Ci sono già un sacco di persone che ci pensano per me, a cominciare da mia madre. (Oh, non la odio, davvero, solo che a volte litighiamo, come tutti, suppongo) Chi la capisce, la vita? Se ci fosse qualcuno, laggiù, lo prego di farsi avanti.
Solo qualche allitterazione letterale per divertirci, solo languidi bagliori di luce argentata. Allitterare per gioco e cercare di dare un senso alle proprie parole può essere una faccenda lunga. Ma sviluppa la nostra capacità di far connettere i neuroni, anche i miei, si capisce.

E alla fine solo qualche canzone. Cominciamo da Vasco. Voglio vivere una favola, canta il cocainomane complicato. Ogni tanto sarà anche strafatto, ma ha proprio ragione.

loving_jw
ps. Io non ci credo che ha smesso. Al concerto aveva due occhi così. Comunque sia non importa.
ps2. Antonia è un nome di fantasia, non sono brava a inventare soprannomi per le persone. Sarà perchè me ne hanno sempre affibbiati parecchi sgradevoli.
ps3. Abolisco ufficialmente i ps, o post scriptum che dir si voglia. Sono stanca di scriverli perchè mi ricordo alcune cose solo dopo aver firmato. Da ora in poi si chiameranno appendici, come nei libri migliori. E non so se saranno numerate, anche se non importa proprio.

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